


Nexsus, Associazione sindacale esclusiva per infermieri, ha inviato tramite PEC, alle forze politiche nazionali la situazione degli infermieri che lavorano in un contesto difficile e delicato come la psichiatria, qui il contenuto...clicca Psichiatria: infermieri spesso lasciati soli tra rischio, responsabilità e assenza di tutele. In troppe realtà italiane gli infermieri che operano nei servizi di salute mentale e nei reparti di psichiatria vengono sistematicamente sminuiti e poco considerati, nonostante svolgano un lavoro ad altissimo rischio clinico, relazionale e personale. Gli infermieri che assistono pazienti psichiatrici si trovano spesso a gestire situazioni di estrema complessità senza adeguate tutele, senza riconoscimenti economici specifici e senza adeguati supporti organizzativi. In molte realtà vengono contattati direttamente dai Pronto Soccorso per interventi urgenti, ma non percepiscono alcuna indennità, neppure minima, a fronte delle responsabilità assunte. Esistono contesti – che riteniamo inaccettabili – in cui gli infermieri accompagnano da soli pazienti psichiatrici al domicilio con la propria auto, utilizzando il proprio telefono personale per comunicazioni di servizio. Una situazione che espone i professionisti a rischi enormi, senza protocolli chiari e senza tutela legale. Il 21 gennaio 2026, a Rieti, un’altra persona ha perso la vita: un paziente in attesa di REMS, ricoverato in un reparto di psichiatria non idoneo, ha commesso un omicidio. La vittima, un uomo di 72 anni, era ricoverata nel reparto sbagliato, nel momento sbagliato. È impossibile non ricordare quanto accaduto tre anni prima a Pisa, dove venne uccisa una psichiatra sul luogo di lavoro. In passato sono stati aggrediti e gravemente feriti anche infermieri, in diverse regioni italiane. Emblematico il caso di un collega in Emilia-Romagna, al quale un paziente ha provocato la frattura di un braccio. Questi non sono episodi imprevedibili. Sono eventi tragici ma annunciati, conseguenza diretta di un sistema che costringe i reparti di psichiatria a trattenere persone socialmente pericolose, senza risorse dedicate, senza strutture adeguate e senza la possibilità di garantire sicurezza a pazienti e operatori. I reparti di psichiatria sono oggi tra i luoghi a più alto rischio di aggressione negli ospedali italiani. La paura è quotidiana, ma spesso taciuta perché percepita come inutile. La chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, pur fondata su principi giusti, è stata attuata senza un piano adeguato, scaricando sui servizi di salute mentale ordinari persone provenienti da percorsi giudiziari, senza una reale valutazione dell’impatto sul sistema sanitario, sulla sicurezza dei pazienti fragili e su quella degli operatori. Medici e infermieri sono stati lasciati senza strumenti adeguati per affrontare situazioni di estrema pericolosità e complessità. Altri Paesi europei, come Germania e Regno Unito, hanno superato il modello degli OPG creando strutture dedicate ai soggetti autori di reato con gravi patologie psichiatriche, in grado di garantire cura, dignità e sicurezza. A tutto questo si aggiunge una realtà ben nota a chi lavora ogni giorno nella sanità: un sottofinanziamento cronico del Servizio Sanitario Nazionale, la fuga di personale verso l’estero in cerca di condizioni di lavoro e stipendi dignitosi, e milioni di cittadini che rinunciano a curarsi. Come Nexsus – Associazione sindacale degli infermieri, denunciamo con forza: la mancanza di tutele per gli infermieri della psichiatria l’assenza di riconoscimenti economici e professionali l’utilizzo improprio dei reparti SPDC per la gestione di soggetti socialmente pericolosi l’esposizione quotidiana degli operatori a rischi gravi e non accettabili Chiediamo interventi strutturali e immediati, una riforma seria della legge 81/2014 – come già indicato dalla Corte Costituzionale – e investimenti reali in sicurezza, personale e strutture dedicate. Non è più accettabile attendere la prossima vittima per parlare di emergenza. Caro collega, se non hai un sindacato e condividi le nostre battaglie, sostienici e iscriviti a Nexsus, Associazione sindacale esclusiva per infermieri. Raggiungere 10.000 associati significa avere la forza necessaria per alzare la voce davanti all’ARAN e a tutte le forze politiche, per riportare l’infermiere nel ruolo che merita, nel pubblico e nel privato, al centro del Servizio Sanitario Nazionale. Leggi anche: Ultima chiamata per la sanità pubblica e privata (clicca)
Sono tragedie annunciate.
Come associazione sindacale, seppur di recente costituzione, abbiamo inviato numerose segnalazioni e lettere a livello regionale e nazionale, oltre che alle forze politiche italiane ed europee. Il silenzio che continua a seguirne non porterà a nulla di buono. A oggi manca una reale volontà politica e sindacale di affrontare il problema in modo strutturale, mentre sui media restano solo dichiarazioni di circostanza.
In Italia, invece, mancano dati certi sul numero di persone in attesa di REMS e sui soggetti socialmente pericolosi presenti nei reparti ordinari.La nostra posizione:










































