



Il tempo libero non è un regalo concesso dall’azienda: è un diritto sancito dalla legge e dai contratti. Troppo spesso, nelle aziende sanitarie, si fa passare il riposo come una concessione, mentre è un elemento essenziale per la salute psicofisica del lavoratore. Ricordiamo ai colleghi che non esistono riposi e ferie richiamabili, nemmeno se si è sempre fatto cosi, sono abusi permessi da chi fa finta di non vedere. Eppure, in tanti reparti si continua a richiamare colleghi durante ferie, smonti o riposi, come se questi fossero un lusso. C’è chi ha ricevuto persino minacce disciplinari per essersi rifiutato di rientrare: un fatto gravissimo, da denuncia. La sentenza n. 12962/2008 della Cassazione stabilisce che il riposo non è un favore, ma un elemento essenziale di tutela della salute. Le ferie non possono essere revocate a piacimento. Servono motivazioni serie, preavvisi congrui e cause eccezionali: la cronica carenza di personale non è una motivazione valida. Ferie e riposi non sono un privilegio, ma strumenti indispensabili di recupero. Senza, la qualità dell’assistenza e la sicurezza stessa del paziente vengono compromesse. Impariamo a dire NO. L’OdS (ordine di servizio: deve essere scritto, non basta la chiamata; deve essere motivato e firmato dal responsabile; deve essere tempestivo e consegnato a mano; non può servire a coprire carenze di organico o programmare straordinari; può essere rifiutato in caso di gravi motivi personali o se comporta un reato (es. abbandono di minore). Un uso eccessivo dell’OdS può configurare mobbing. Richiedete sempre la copia firmata dell’OdS. Non accettate richieste verbali, sms o messaggi sui social. Difendere il proprio riposo significa difendere: la propria salute e quella dei pazienti che si assistono la propria vita privata, la dignità della professione. Non possiamo permettere che le aziende ci rubino anche i pochi spazi che ci restano per vivere da persone, non solo da lavoratori sottopagati. Aiuta Nexsus a cambiare questo sistema, iscriviti subito, chiedi info nexsus@infermiericonnessi.it o WhatsApp, Telegram o altro su 3343323420La legge e la Cassazione parlano chiaro
La sentenza n. 21562/2018 ribadisce che il lavoratore ha diritto a programmare la propria vita privata senza ingerenze arbitrarie.
E se insistono, pretendiamo un Ordine di Servizio scritto, nominativo e firmato. Solo così si smaschera l’abuso.
Consigli pratici





















