














Oggi i buoni pasto rappresentano uno dei benefit più diffusi nel mondo del lavoro. Secondo la normativa vigente, non concorrono a formare reddito imponibile fino a: 4 euro se erogati in formato cartaceo, 8 euro se in formato elettronico. Superati questi limiti, il valore eccedente diventa tassabile per il lavoratore e soggetto a contributi. In Parlamento è stata presentata una proposta a firma di Francesco Mancini (FdI) per alzare la soglia di esenzione fiscale dei buoni pasto elettronici da 8 a 10 euro. L’obiettivo è adeguare il valore del ticket al costo reale di un pasto fuori casa. Il dossier, che modifica l’articolo 51 del TUIR, è attualmente al vaglio del Ministero dell’Economia: il suo parere sarà decisivo per l’inserimento in Manovra. Con questa modifica, i buoni pasto fino a 10 euro sarebbero “netti” per i lavoratori e interamente deducibili per le aziende. Un vantaggio reale per i dipendenti, soprattutto in una fase storica in cui il costo della vita e dell’alimentazione continua a crescere. Se nelle aziende private non è raro ricevere buoni pasto da 7-8 euro, nel pubblico — e in particolare nella sanità — la realtà è ben diversa: gli infermieri ricevono in media buoni da circa 4 euro, in media. Come associazione sindacale, Nexsus – Infermieri Connessi si batte perché anche gli infermieri pubblici possano usufruire di buoni pasto dignitosi e adeguati al costo reale della vita. In particolare chiediamo: buoni pasto anche a chi non ha accesso alla mensa aziendale o non può utilizzarla a causa dei turni, adeguamento del valore dei buoni in linea con la soglia di esenzione, così da garantire un beneficio reale, parità di trattamento con altri settori lavorativi pubblici e privati, dove i buoni pasto raggiungono valori ben più alti. Un infermiere che lavora su turni massacranti, spesso senza possibilità di una pausa tradizionale, non può essere penalizzato ulteriormente con un buono pasto da 4 euro. L’aumento della soglia di esenzione a 10 euro rappresenta una grande occasione: ma questa volta non possiamo permettere che la sanità pubblica resti indietro. Gli infermieri meritano buoni pasto veri, non simbolici. Nexsus sensibilizzerà e si batterà perché ogni collega possa usufruire di un diritto concreto, indipendentemente dall’accesso alla mensa. Iscriviti o chiedi info a Nexsus, clicca qui...
Il paradosso degli infermieri pubblici
Un tema di equità e dignità
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