






Con la nuova Legge di Bilancio, il Governo ha cancellato la possibilità per gli infermieri di esercitare la libera professione — un diritto che solo pochi avevano potuto davvero utilizzare, ma che rappresentava una libertà fondamentale. Una scelta che segna un grave passo indietro, un atto che nega libertà, dignità e autonomia professionale a decine di migliaia di operatori sanitari. Oggi in Italia: I medici possono scegliere tra libera professione o indennità di esclusività. Gli infermieri, invece, no. Eppure lavoriamo fianco a fianco, con la stessa dedizione, responsabilità e presenza. È tempo di dire basta. Il sindacato Nexsus, voce indipendente e autentica degli infermieri italiani, ha inviato una PEC ufficiale al Governo e alle istituzioni competenti chiedendo: Il ripristino della libertà di esercitare la libera professione, senza necessità di autorizzazioni — come già avviene per i medici e per gli infermieri in Europa. Oppure, a scelta del professionista: Un’indennità di esclusività di almeno 5.000 € annui (circa 385 € netti al mese) per chi decide di rinunciare alla libera professione, in linea con quanto già previsto per i medici, che percepiscono cifre ben superiori. “Gli infermieri italiani meritano la stessa libertà o, in alternativa, lo stesso riconoscimento economico dei medici. Non è un caso se oltre 50.000 infermieri hanno lasciato l’Italia negli ultimi vent’anni. Grazie al collega Nicola D’Attolico, Nexsus ha presentato una proposta di legge ufficiale sul portale della Camera dei Deputati. Perché venga discussa in Parlamento servono 50.000 firme digitali (SPID o CIE). Possono firmare tutti: Ogni firma conta. Firma la petizione ufficiale, Condividi il volantino, Iscriviti a Nexsus – Sindacato esclusivo per infermieri “La dignità professionale non si impone, si conquista. nexsus@infermiericonnessi.it WhtasApp 3343323420UN PASSO INDIETRO
Una discriminazione inaccettabile.Due pesi e due misure
In tutta Europa, gli infermieri possono scegliere liberamente.
Solo in Italia vengono ancora penalizzati.
Chiediamo pari diritti, pari opportunità, pari dignità professionale. Cosa chiediamo
Non siamo figli di un Dio minore, ma professionisti che da anni tengono in piedi la sanità pubblica.”
Molti altri continueranno a farlo, finché non verranno riconosciuti diritti e dignità.
infermieri, colleghi, amici, parenti e cittadini che credono nella giustizia e nella parità di trattamento.È IL MOMENTO DI AGIRE
Ogni voce è un passo verso la libertà.
Sono trent’anni che aspettiamo: adesso basta.”


























































