

Ancora una volta, il bersaglio è sempre lo stesso: i lavoratori. La Legge di Bilancio 2026 introduce nuove norme per “rafforzare i controlli” e “rendere più trasparente” la gestione dei permessi. L’articolo 129, comma 8 impone a tutte le amministrazioni di trasmettere mensilmente all’INPS i dati su ogni permesso o congedo 104, con tanto di nome della persona assistita. Una misura che, nelle intenzioni, “dicono” voglia tutelare l’equità. Ma nella realtà rischia di trasformarsi nell’ennesimo strumento di controllo e sospetto verso chi già porta sulle spalle il peso dell’assistenza, spesso dopo turni massacranti e con stipendi che gridano vendetta. La norma prevede che ogni beneficio sia subordinato a una certificazione rigorosa della disabilità da parte di una Commissione INPS, e che ogni utilizzo improprio possa portare a sanzioni pesantissime: Revoca immediata dei permessi e restituzione delle somme; Licenziamento per giusta causa senza preavviso; Denuncia penale per truffa aggravata ai danni dello Stato; Richiesta di risarcimento da parte dell’ente. Un sistema di “alert” segnalerà automaticamente chi potrebbe aver abusato dei permessi. Ci chiediamo: È questa la giustizia? Cari colleghi, è arrivato il momento di aprire gli occhi. Ogni nuova legge, ogni nuova stretta, ogni nuovo “controllo” colpisce sempre noi: gli infermieri. È ora di cambiare rotta. Quando avremo i numeri, diventeremo una spina nel fianco di questo sistema. Cosa abbiamo da perdere? Iscriviti ora a Nexsus. Diventa anche tu un Infermiere Connesso. Contatta Nexsus: 334 3323420Ennesimo dito puntato contro i dipendenti: dal 2026 arriva la stretta sui permessi 104
Dal 2026 scatteranno controlli rapidi, rigidi, severi per chi beneficia della Legge 104/1992, quella che dovrebbe tutelare chi si prende cura di un familiare con disabilità. Ma sembra che la politica, invece di aiutare chi vive già situazioni difficili, abbia deciso di trattarlo come un potenziale truffatore.
In pratica, una stretta generalizzata che mette sotto lente d’ingrandimento ogni dipendente pubblico: scuole, ospedali, enti locali.Abusi o accuse? La nuova giungla dei controlli
Ma chi controllerà i controllori?
Chi difenderà i lavoratori onesti, spesso schiacciati tra burocrazia e pregiudizio?Due pesi, due misure
Perché quando si parla di dipendenti pubblici o infermieri scatta subito la repressione, mentre per dirigenti e politici ogni scandalo viene archiviato con un sorriso e una pacca sulla spalla?
Un infermiere non può sbagliare neanche una firma, ma un dirigente può gestire milioni di euro in modo discutibile senza alcuna conseguenza.
Un dipendente rischia il posto per un’assenza sospetta, mentre chi ha potere resta sempre intoccabile.
È questo il rispetto che lo Stato riserva a chi tiene in piedi i suoi ospedali e i suoi servizi, anche quando tutto il resto crolla?
Usciamo da questa mediocrità che non ci appartiene.
Siamo professionisti intellettuali, dimostriamolo — almeno a noi stessi.
E mentre noi veniamo schedati e sorvegliati, chi dovrebbe tutelarci si volta dall’altra parte.
È ora di unirci sotto un’unica sigla sindacale di soli infermieri, una forza che non si piega, che non si lascia manipolare, che non accetta più questa mediocrità che non ci rappresenta.
Non ci saranno settimane né giorni senza iniziative. Ma per farlo, per diventare credibili, servono almeno 10.000–20.000 infermieri sotto la nostra bandiera.
Sono 40 anni che aspettiamo.
Vi chiediamo solo sei mesi di fiducia, ma servono i numeri.
Porteremo gli infermieri del pubblico e del privato al centro delle discussioni politiche, pretenderemo fondi dedicati, contrattazioni separate, diritti e benefit che oggi vengono considerati utopia.
Smetti di subire, pretendi il giusto.
Scrivi a: nexsus@infermiericonnessi.it


































































