



Il 15 dicembre, una delegazione Nexsus sarà in Regione Lombardia per consegnare non solo una denuncia formale per le condizioni dei professionisti, ma soprattutto una proposta concreta e realistica, elaborata da infermieri esperti per superare l'attuale stallo. L'Associazione Sindacale Nexsus alza la voce in seguito agli allarmanti episodi emersi dall'Ospedale San Raffaele di Milano, in particolare nei reparti critici gestiti da personale assunto tramite cooperative. Questi eventi, che denotano gravi errori, disorganizzazione e carenze gestionali, hanno messo a rischio la vita dei pazienti e l'integrità degli operatori. I Fatti del San Raffaele: La Punta dell'Iceberg La situazione al San Raffaele, purtroppo, non è un caso isolato, ma un sintomo lampante del collasso strutturale che affligge il Servizio Sanitario Nazionale. Nei reparti di Medicina ad Alta Intensità e Cure Intensive, sono stati registrati diversi episodi critici riconducibili a una gestione lacunosa da parte della Direzione Generale. Le conseguenze immediate sono state: Primari e Direzione Sanitaria hanno bloccato l’arrivo di nuovi pazienti dal Pronto Soccorso. I pazienti già ricoverati nel reparto gestito dalla cooperativa sono stati trasferiti in altre unità . È stata istituita un’unità di crisi per contenere una situazione giudicata "inaccettabile" e potenzialmente fatale. L'infermiere non è un ruolo improvvisabile. È una professione che esige esperienza, formazione continua, continuità assistenziale e un altissimo senso di responsabilità . Ancora una volta, a pagare le mancanze organizzative e dirigenziali è l'infermiere in prima linea, lasciato solo, senza adeguato supporto e investito di responsabilità sproporzionate, mentre la governance resta distante dalla realtà dei reparti. Dati Nazionali e Fallimento Strutturale La crisi del San Raffaele si inserisce in un contesto nazionale allarmante, che da anni segnala un fallimento strutturale del sistema sanitario: Decessi Evitabili (Fonte: ISTAT 2021) Decessi Evitabili Nazionali: 19,2 ogni 10.000 abitanti Parliamo di centinaia di migliaia di vite che si potrebbero salvare con una migliore organizzazione. Evidenze Scientifiche sul Rapporto Infermiere/Paziente Le evidenze scientifiche internazionali sono chiare sul nesso tra staffing infermieristico e qualità dell'assistenza: Lancet (2014): Aumento di +1 paziente per infermiere  +7% di mortalità . Regno Unito: Riduzione da 10 a 6 pazienti/infermiere –20% di mortalità . California: Rapporto stabilito per legge 1:5 → meno morti, meno infezioni, più risparmi. Australia: Rapporto ottimale 1:4. CADIS: Stima che il 50% delle infezioni ospedaliere è evitabile. In Italia, il rapporto infermiere/paziente è spesso 1:12, 1:25 o peggio, contro gli standard internazionali di 1:1 – 1:2 –1:5. Crisi della Sanità Pubblica (Fonte: GIMBE) 13,1 miliardi sottratti al SSN in tre anni. 41,3 miliardi di spesa sanitaria privata a carico diretto delle famiglie. 1 cittadino su 10 rinuncia a curarsi. Circa 300.000 denunce per malasanità nel 2023. L'Italia è inoltre ultima in Europa per work-life balance degli infermieri (European Work-Life Balance 2023) e lo stipendio è fermo dal 1996 e sotto la media OCSE. Il Report Gallup 2024 mostra che solo l’8% dei lavoratori italiani si sente coinvolto nel proprio lavoro Chi Paga per i Morti Evitabili? Chi risponderà di questi decessi evitabili? La politica? I dirigenti? Sappiamo tutti che, oltre al paziente e ai suoi familiari, a pagare sarà il povero infermiere malcapitato, spesso senza un affiancamento valido e lanciato nell’arena con responsabilità totalmente a suo carico. L’importazione affrettata di personale non adeguatamente formato e con preparazione dubbia non è la soluzione. L’introduzione di personale senza esperienza in reparti critici non solo mina la sicurezza dei pazienti, ma costituisce un aggravio ingiustificato per gli infermieri più esperti, costretti a coprire le carenze formative. Una nazione che non investe nei propri infermieri genera più morti di una guerra. È ciò che sta già accadendo. Proposte e Azioni di Nexsus Secondo l’OMS, entro il 2030 mancheranno in Europa quasi un milione di professionisti sanitari, soprattutto infermieri.  La carenza infermieristica è drammatica: entro il 2035 circa 78.000 infermieri italiani andranno in pensione. L’Europa discute di investire 800 miliardi destinati alla difesa. Gli ospedali in caso di guerra saranno i protagonisti principali, per questo chiediamo che venga previsto un capitolo dedicato esclusivamente agli infermieri, con fondi strutturali e vincolati al rafforzamento della categoria. Non si tratta di beneficenza, ma di logica strategica: più infermieri significa meno infezioni ospedaliere, meno morti, meno spesa sanitaria, meno antibiotico-resistenza. È un investimento che migliora la qualità della vita dei cittadini, riduce i costi e ha persino un impatto ambientale positivo. Se si vuole rendere la professione infermieristica attrattiva e riconoscerla come il vero pilastro della sanità (senza infermieri, gli ospedali chiudono – 400 negli ultimi 20 anni), chiediamo: Standard Minimi di Sicurezza: Immediata applicazione di un rapporto infermiere/paziente in linea con i Paesi avanzati (1:4/1:5). Stipendi Adeguati: Retribuzioni competitive che raggiungano la media OCSE (circa 2600 euro, questo porterà il rientro di 50.000 infermieri subito). Affiancamento Obbligatorio: Programmi di affiancamento reali per il personale neo-assunto, superando i 3/5 giorni canonici spesso solo formali. Investimenti Strutturali: Maggiore stabilità del personale e investimenti mirati nella formazione. Riqualificazione del Ruolo: Utilizzo strategico degli infermieri in prevenzione, nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nella gestione delle cronicità (ruolo essenziale per la riduzione della spesa pubblica a lungo termine). È tempo di destinare risorse cruciali alla sanità . Un maggiore investimento negli infermieri italiani ed europei porterebbe a standard assistenziali elevati e renderebbe la professione nuovamente attrattiva. Gli infermieri sono fondamentali in tempo di pace, di guerra e di pandemia. La politica e molte dirigenze sanitarie dimostrano di non comprendere cosa significhi avere una vita tra le mani. L'assenza di visione sta trascinando il sistema sanitario al collasso, trascurando il suo pilastro principale. Se chi governa non è in grado di avere una visione o di essere al passo con i tempi, ceda il posto ai giovani, a chi può costruire un futuro migliore. Una sanità senza infermieri è una sanità senza vita. Ci vediamo il 15 davanti al Palazzo della Regione, per chi vorrà venire a salutarci. Associazione Sindacale Nexsus – Infermieri Connessi 3343323420






















