











La Corte Suprema di Cassazione – Sezione Lavoro, con ordinanza n. 21015 del 24 luglio 2025, ha scritto una pagina di giustizia che deve scuoterci tutti: il lavoro straordinario va pagato anche senza autorizzazione scritta, in caso di urgenza, se il datore di lavoro era a conoscenza della mole di lavoro o se essa era inevitabile per garantire l’assistenza. Tradotto: non possono più rifiutarsi di pagarci ore che abbiamo sudato sulla pelle e sulle vite dei pazienti. Non possono più spremerci e poi nascondersi dietro a cavilli burocratici. Se lo straordinario era necessario, se lo sapevano, se non si sono opposti, quel lavoro va riconosciuto e retribuito. Non lo diciamo noi: lo afferma la Cassazione, richiamando persino l’articolo 2126 del Codice Civile, che stabilisce che “se il lavoro è stato prestato con violazione di norme poste a tutela del lavoratore, questi ha in ogni caso diritto alla retribuzione”. Questa è giustizia. Questa è vittoria. Una nostra collega di Bari, infermiera come noi, ha avuto la forza di dire basta. Quando è arrivato il momento di pagarle, le hanno voltato le spalle. La giustizia ha trionfato perché qualcuno ha avuto il coraggio di non abbassare la testa. Colleghi, questa sentenza non è solo un risarcimento per una persona. È un segnale per tutti noi. Per anni ci hanno detto che “non serve a nulla ribellarsi”. Che “il sistema non cambia”. Che “bisogna accontentarsi”. È il momento di connetterci, di unirci sotto un’unica voce: Nexsus infermieri connessi. Lotteremo per obiettivi difficili ma che sono reali all'estero, non utopie: Contratto unico nazionale Stipendi in linea con la media OCSE Riconoscimento della professione come usurante Pensione anticipata Mobilità libera Buoni pasto e riconoscimento dei titoli Libertà di doppia professione o indennità di esclusività corposa, come avviene per i medici. Perché da soli possiamo resistere, ma insieme possiamo cambiare la storia della nostra professione. Non abbiamo infinite occasioni. Se restiamo fermi, continueranno a calpestarci. Iscriviti subito a Nexsus! nexsus@infermiericonnessi.it WhatsApp/Telegram 3343323420
Infermieri, la Cassazione ci dà ragione: chi osa, vince!
E la vittoria è arrivata perché una collega ha avuto il coraggio di ribellarsi.La storia di Bari: il coraggio che diventa vittoria
L’Azienda le negava il pagamento di straordinari svolti in silenzio, perché “non autorizzati”. Straordinari che servivano a coprire la carenza cronica di personale. Straordinari che la dirigenza accettava, che facevano comodo a tutti tranne che a lei, che si ritrovava stremata e presa in giro.
Lei non si è piegata. Ha fatto ricorso. Ha sfidato persino la Corte d’Appello di Bari che le aveva negato il diritto.
E alla fine, la Cassazione le ha dato ragione: i dirigenti sapevano, non si sono opposti, dunque il consenso era implicito.La lezione per noi infermieri
Vuol dire che chi osa, vince.
Vuol dire che se ci ribelliamo alle ingiustizie, possiamo cambiare le cose.
Vuol dire che se restiamo uniti, non siamo più gocce isolate ma tempesta.
Eppure eccola qui, la prova: se alziamo la testa, possiamo vincere.
Non più divisi tra pubblico e privato, tra turni massacranti e stipendi da fame, ma uniti da un unico filo.
Abbiamo una sola occasione nella vita, e quella occasione è adesso.
Se ci uniamo, saremo la tempesta che travolge ogni ingiustizia.
A decidere sarai sempre tu con sondaggi online e proposte.
Connettiti, diventa parte del cambiamento:








































