






L’ultimo rapporto annuale del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e i dati diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) attraverso i Sistemi di Sorveglianza Sentinella lanciano un allarme inequivocabile: le infezioni sessualmente trasmissibili (IST) sono in forte aumento, soprattutto tra i giovani tra i 15 e i 24 anni. Negli ultimi tre anni si registra un’impennata preoccupante: +83% di casi di gonorrea resistente agli antibiotici +25% di sifilide +21% di clamidia Nel 2023, i tassi più alti di clamidia e gonorrea sono stati osservati tra le giovani donne di 20 anni, ma l’aumento coinvolge tutte le fasce d’età e orientamenti sessuali. Preoccupano anche i nuovi dati sugli uomini tra i 25 e i 34 anni, che registrano il tasso più alto di sifilide. L’incremento è esteso anche alla popolazione adulta, con un forte ritorno di sifilide ed herpes genitale, in particolare tra gli eterosessuali over 45. Secondo l’ECDC, la sifilide, se non trattata, può causare gravi complicazioni a lungo termine, compromettendo cuore e sistema nervoso e potendo essere trasmessa anche al feto in gravidanza. Nonostante le campagne di informazione degli anni passati, oggi l’uso del profilattico è in drastico calo, soprattutto durante le prime esperienze sessuali. Si registra una tripla prevalenza dell’infezione da Chlamydia trachomatis nei giovani rispetto agli adulti, come rilevato dall’ultimo notiziario del Sistema di Sorveglianza ISS. La clamidia si conferma la malattia batterica sessualmente trasmissibile più comune in Europa, con oltre 230.000 casi registrati. Ancora più allarmante è il ritorno in forza di patologie che si ritenevano sotto controllo, come: Herpes genitale: +34,3%, colpisce prevalentemente uomini eterosessuali e persone sopra i 45 anni. HIV: dal 2008 in costante crescita, con una prevalenza raddoppiata tra le persone straniere negli ultimi sei anni. Tra le cause principali: il minor uso del preservativo, l’aumento del numero di partner e una drastica riduzione delle campagne di sensibilizzazione. Dove sono finite le storiche campagne come “Se lo conosci lo eviti”? Oggi sembrano dimenticate, ma il rischio è più attuale che mai. Il sindacato Nexsus – Solo Infermieri invita con forza la politica italiana ad agire con urgenza e responsabilità. Chiediamo: Il rilancio dell’educazione sessuale nelle scuole, con l’infermiere come figura chiave dell’educazione sanitaria e affettiva. Campagne pubblicitarie capillari sui media, nelle università, nei consultori, nei centri sportivi e nei luoghi di aggregazione giovanile. Screening gratuiti e accesso facilitato ai servizi di diagnosi e cura delle IST, senza ostacoli burocratici. Distribuzione gratuita di preservativi per studenti, inoccupati e disoccupati, in tutte le farmacie e strutture pubbliche. Gli infermieri sono educatori per eccellenza: in corsia, nei territori, nelle scuole, nelle carceri, ovunque ci sia bisogno di informazione, prevenzione e cura. Oggi più che mai dobbiamo essere promotori di una cultura del rispetto di sé e dell’altro. Insegnare ai ragazzi e alle ragazze a pretendere l’uso del preservativo, a portarlo sempre con sé, a non accettare rapporti non protetti, significa non solo prevenire infezioni ma rafforzare la consapevolezza e l’autonomia delle nuove generazioni. La prevenzione non è solo un dovere etico: è anche una scelta economicamente intelligente. Ogni euro investito nella prevenzione e nell’educazione sessuale rappresenta un risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale, oltre che un guadagno in termini di benessere individuale e collettivo.
Nexsus Nurse Italia: “Serve una nuova stagione di educazione sessuale, concreta e trasversale”
Nexsus offre la propria competenza per un confronto costruttivo, ma tocca alla politica trovare la volontà e il coraggio di intervenire.
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