VOGLIAMO UN AUTUNNO DI FUOCO.
NON PER DISTRUGGERE.
PER CAMBIARE.
Oltre un decennio di illusioni: è ora di riprenderci la nostra vita
Infermieri, prepariamoci a un autunno di fuoco
Da oltre dieci anni continuiamo ad aspettare il “prossimo contratto”.
Quello che dovrebbe finalmente cambiare tutto.
Quello che dovrebbe restituire valore agli stipendi, riconoscere le responsabilità, migliorare le condizioni di lavoro, dare dignità alla professione.
Eppure, contratto dopo contratto, promessa dopo promessa, la vita degli infermieri continua a diventare più difficile.
Nel pubblico.
Nel privato.
Nella libera professione.
È arrivato il momento di dirci una cosa con estrema chiarezza: se gli infermieri non lotteranno direttamente per il proprio futuro, nessuno lo farà al posto loro.
Non possiamo continuare ad aspettare.
Non possiamo continuare a sperare che qualcuno, prima o poi, decida spontaneamente di riconoscere quanto vale il nostro lavoro.
Le conquiste professionali, economiche e sociali non arrivano per gentile concessione.
Si conquistano.
Ed è esattamente per questo che nasce Nexsus – Associazione Sindacale degli Infermieri.
Un'associazione composta da infermieri e dedicata esclusivamente agli infermieri, nata con l'obiettivo di riportare al centro del dibattito una professione che da troppo tempo sostiene sulle proprie spalle una parte enorme del Servizio sanitario senza ricevere un riconoscimento adeguato.
Se aspettiamo che qualcun altro faccia il lavoro difficile al posto nostro, rischiamo di aspettare altri dieci, venti, trent'anni.
E alla fine potremmo ritrovarci con una professione ancora più impoverita e una pensione insufficiente persino a garantirci una vecchiaia serena.
Non vogliamo più sopravvivere. Vogliamo vivere.
Il problema non è soltanto economico.
È diventato anche culturale.
Ci siamo lentamente abituati a considerare normale ciò che normale non dovrebbe essere.
Normale fare turni massacranti.
Normale lavorare di notte, nei festivi e nei fine settimana per stipendi che spesso non riflettono responsabilità e sacrifici.
Normale rinunciare al tempo con la famiglia.
Normale fare straordinari per riuscire a sostenere le spese.
Normale arrivare a fine mese facendo continuamente calcoli.
Normale pensare alle ferie come a un lusso.
Normale immaginare di lavorare fino a un'età incompatibile con la gravosità della professione.
Ma vivere non significa semplicemente riuscire a pagare le bollette.
Vivere significa poter avere tempo per i propri figli, viaggiare, coltivare interessi, costruire progetti, permettersi una casa, affrontare un imprevisto senza paura e arrivare alla pensione con la possibilità di godersi ancora una parte della propria vita.
In molti Paesi europei il dibattito sul benessere non riguarda soltanto il reddito, ma anche qualità della vita, tempo disponibile, equilibrio tra lavoro e famiglia e possibilità di partecipare pienamente alla vita sociale.
Noi infermieri dobbiamo iniziare a pretendere la stessa cosa.
Non privilegi.
Una vita dignitosa.
Abbiamo già aspettato abbastanza
Ogni volta ci raccontano che bisogna aspettare.
Aspettare il prossimo contratto.
Aspettare maggiori risorse.
Aspettare la prossima legge di bilancio.
Aspettare che passi l'emergenza.
Aspettare che migliorino i conti pubblici.
Nel frattempo gli infermieri continuano a lavorare.
Coprono le carenze di personale.
Saltano riposi.
Accumulano responsabilità.
Sostengono reparti, servizi territoriali, RSA, strutture private, cooperative e assistenza domiciliare.
E troppo spesso ricevono in cambio soltanto nuove responsabilità.
Dopo oltre un decennio di attesa, Nexsus dice basta.
Se la politica non comprende spontaneamente la gravità della situazione, dovremo essere noi a portarla davanti alla politica.
Se le istituzioni non ascoltano gli infermieri nei luoghi di lavoro, dovranno ascoltarli nelle piazze.
A partire da ottobre vogliamo portare gli infermieri in piazza.
Pubblici.
Privati.
Liberi professionisti.
Non contro qualcuno.
Per noi stessi.
Per il nostro lavoro.
Per le nostre famiglie.
Per il futuro dei giovani infermieri.
E soprattutto per impedire che tra altri dieci anni qualcuno debba scrivere ancora le stesse identiche parole.
Nexsus vuole costruire un autunno di mobilitazione, partecipazione e rivendicazione.
Ma nessuna associazione sindacale può cambiare una professione senza la partecipazione della professione stessa.
Possiamo organizzare.
Possiamo proporre.
Possiamo studiare le norme.
Possiamo incontrare la politica.
Possiamo presentare proposte.
Possiamo convocare manifestazioni.
Ma nelle piazze devono esserci gli infermieri.
La forza di Nexsus dipenderà dalla forza che gli infermieri decideranno di darle.
I nostri obiettivi
SANITÀ PUBBLICA
Vogliamo promuovere un percorso legislativo che consenta agli infermieri del Servizio sanitario pubblico di ottenere un inquadramento contrattuale realmente coerente con responsabilità, competenze, formazione e autonomia professionale, superando gli attuali limiti del Comparto.
Vogliamo lavorare per:
stipendi progressivamente competitivi rispetto ai principali Paesi OCSE;
riconoscimento concreto della gravosità del lavoro infermieristico;
maggiore tutela previdenziale;
valorizzazione economica dei titoli di studio, delle specializzazioni e delle competenze avanzate;
revisione dei vincoli legati all'esclusività;
maggiore libertà nella mobilità professionale;
reali possibilità di crescita economica e professionale;
un sistema pensionistico più equo per chi trascorre una vita tra turni, notti, festivi e responsabilità assistenziali.
SANITÀ PRIVATA
Non è più accettabile che infermieri che svolgono la stessa professione possano avere condizioni economiche e contrattuali profondamente diverse soltanto perché lavorano in una struttura pubblica o privata.
Nexsus vuole lavorare per un contratto nazionale capace di garantire agli infermieri della sanità privata diritti, tutele, progressioni e dignità economica comparabili a quelli del settore pubblico.
Stessa professione.
Stesse responsabilità.
Stessa dignità.
LIBERA PROFESSIONE
Anche migliaia di infermieri liberi professionisti devono poter contare su una rappresentanza capace di comprendere realmente i loro problemi.
Vogliamo promuovere:
una fiscalità più equa;
minori ostacoli burocratici;
maggiore tutela professionale;
sviluppo dell'infermieristica privata e territoriale;
condizioni che permettano agli infermieri di offrire direttamente ai cittadini una gamma sempre maggiore di prestazioni professionali.
Favorire la libera professione infermieristica significa anche aumentare l'accessibilità delle prestazioni e creare nuove opportunità per la categoria.
ADESSO TOCCA A NOI
Gli infermieri italiani sono centinaia di migliaia.
Se restiamo divisi, continueranno a considerarci una categoria che protesta sui social e poi accetta tutto sul posto di lavoro.
Se invece iniziamo a organizzarci, partecipare e far sentire realmente il nostro peso, possiamo diventare una delle forze professionali più importanti del Paese.
Non chiediamo agli infermieri di credere ciecamente in Nexsus.
Chiediamo qualcosa di molto più importante:
credete nella forza della vostra professione.
Perché Nexsus è soltanto uno strumento.
La vera forza siete voi.
Da ottobre vogliamo iniziare un percorso che non si fermerà a una manifestazione.
Ci aspetta un autunno di fuoco.
Un autunno di partecipazione.
Un autunno di mobilitazione.
Un autunno nel quale gli infermieri dovranno finalmente decidere se continuare ad aspettare oppure diventare protagonisti del proprio futuro.
Noi abbiamo scelto.
Nexsus c'è.
Noi siamo pronti a lottare.
E voi, ci sarete?


