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Nexsus risponde al Senatore: gli infermieri non si toccano!

2025-10-21 21:38

Gabriele

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Nexsus risponde al Senatore: gli infermieri non si toccano!

Gli infermieri non si improvvisano...

Comunicato Stampa Nexsus infermieri connessi

Gli infermieri non si improvvisano. Si formano, si sacrificano, si evolvono.

Siamo profondamente preoccupati e indignati per le recenti dichiarazioni di un Senatore della Repubblica Italiana, che propone l’istituzione di un corso abilitante per infermieri già alle scuole superiori, come soluzione alla carenza di personale.

Una proposta simile offende l’intelligenza e la dignità di migliaia di professionisti e svilisce una professione che ha conquistato con fatica il proprio riconoscimento scientifico, accademico e sociale.

Ridurre la formazione infermieristica a un percorso scolastico di secondo grado significa tornare indietro di decenni, ignorando l’evoluzione di una figura oggi centrale nella sanità moderna e nella ricerca clinica.
Nel mondo, l’infermiere è un professionista laureato, con possibilità di formazione magistrale, specialistica e di dottorato, riconosciuto a pieno titolo in Europa e a livello internazionale.

Ed è la scienza, non l’opinione, a dimostrarlo:

  • Una bassa dotazione di infermieri è associata a un aumento della mortalità ospedaliera (Aiken et al., The Lancet, 2014);
  • La carenza di personale infermieristico favorisce la diffusione dell’antibiotico-resistenza, per carente monitoraggio e controllo delle infezioni (WHO, 2023);
  • Un’elevata formazione infermieristica migliora la sicurezza del paziente, riduce le complicanze e ottimizza l’uso delle risorse sanitarie.

Le nazioni che durante la pandemia di Covid-19 hanno scelto di affidarsi agli infermieri sono uscite dalla crisi più forti e più rapidamente. L’Italia, invece, continua a soffrire le conseguenze di scelte politiche miopi e di una gestione che ha mortificato la nostra professione. 400 ospedali chiusi in 20 anni, altri 80 a rischio chiusura entro 5 anni, 50.000 infermieri emigrati per condizioni di lavoro e retribuzioni imbarazzanti per una nazione Civile.

Proporre oggi una “scuola per infermieri” al livello delle superiori significa ignorare la realtà, la scienza e la storia.

Come associazione sindacale composta esclusivamente da infermieri, chiediamo che il Senatore in questione riconosca l’errore e porga le proprie scuse a chi, ogni giorno, sostiene sulle proprie spalle un Servizio Sanitario Nazionale ormai al collasso, continuando a garantire cure, assistenza e dignità ai cittadini tra mille sacrifici e responsabilità che pochi, al di fuori della professione, possono davvero comprendere.

Chiediamo invece al Parlamento e al Governo di investire davvero nel futuro della sanità, attraverso:

  • Contratto unico nazionale di partenza per tutti (pubblico/privato), basta infermieri di serie A e B. Le aziende virtuose potrebbero proporre incentivi e benefit per attrarre.

  • Stipendi allineati alla media OCSE: almeno 2.600 € netti al mese (+1000 rispetto ad oggi).

  • Contrattazione separata e fuori dal comparto, con fondi esclusivi per gli infermieri.

  • Fine del vincolo di esclusività, o indennità equivalente a quella dei medici.

  • Riconoscimento della professione come usurante e pensione anticipata.

  • Revisione reale delle indennità, commisurate alla responsabilità e al carico di lavoro.

  • Università e carriera: vera cattedra di Scienze Infermieristiche, titoli e specializzazioni valorizzati economicamente.

  • Mobilità libera, senza vincoli che bloccano le carriere.

  • 72 giorni di riposo annui, come già avviene in altri Paesi.

  • Stop alla precettazione negli scioperi, per garantire il diritto alla protesta.

  • Benefit concreti: buoni pasto, agevolazioni su trasporti e utenze, check-up gratuiti.

  • Sostegno agli studenti infermieri, per non perdere la nuova generazione di professionisti.

Gli infermieri italiani non si improvvisano.
Sono professionisti altamente formati, che operano con competenza, coraggio e dedizione, affrontando ogni giorno carichi di lavoro insostenibili e responsabilità enormi.

Siamo l’esercito silenzioso e indispensabile di questo Paese.
Non chiediamo privilegi: pretendiamo rispetto, dignità e riconoscimento.

La Segreteria Nazionale
Nexsus – Infermieri Connessi

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