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Nexsus porta gli infermieri in piazza

2026-04-19 10:40

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Nexsus porta gli infermieri in piazza

Gli infermieri scendono in Piazza

Nexsus, l’associazione sindacale esclusiva per infermieri, è pronta a farsi sentire.


Siamo in attesa dell’ok della Questura e, appena arriverà, partiremo con la mobilitazione pubblica.

Ma una cosa deve essere chiara da subito:
se ci sarete, questa non sarà una giornata simbolica. Sarà la prima di tante.
La prima scintilla di una protesta nazionale vera, continua, senza sosta.
Non le solite passerelle. Non la solita indignazione a tempo.
Una battaglia vera, quella che gli infermieri aspettano da decenni.

Noi chiediamo ciò che è giusto. Non privilegi. Non favori.
Rispetto. Dignità. Giustizia.

 

Chiediamo azioni urgenti per valorizzare e rendere attrattiva la professione infermieristica, così da contrastare in modo concreto la carenza di infermieri:

  • Stipendi dignitosi, in linea con la media OCSE e con le altre professioni intellettuali.
  • Riscatto gratuito dei titoli, perché lo abbiamo già pagato abbastanza con sacrifici, studio e rinunce.
  • Il riconoscimento della professione usurante, perché esserlo nei fatti e non nei diritti è una vergogna.
  • L’eliminazione del vincolo di esclusività e il riconoscimento di una vera indennità di esclusività per chi sceglie di non fare libera professione, come già avviene per i medici.
  • L’abolizione del nullaosta e una mobilità libera, perché non siamo schiavi.
  • La pensione anticipata, perché nessuno può chiedere a chi ha dato tutto di pagare fino all’ultimo anche con la salute.
  • Un contratto unico nazionale per gli infermieri pubblici e privati, con la possibilità per le aziende di offrire condizioni migliorative, mai peggiorative. Basta gare al ribasso: è tempo di una gara al rialzo.
  • Benefit reali, come il buono pasto per chi rinuncia alla mensa, non può accedervi o dove la mensa non esiste.
    Una revisione seria di tutte le indennità.
  • Controlli sanitari dedicati e corsie preferenziali per la prevenzione, perché chi si prende cura degli altri non può essere lasciato solo.
  • Aiuti concreti agli studenti infermieri: affitti, mensa, trasporti, zero tasse. Perché diventare infermiere, oggi, non può significare condannarsi a pagare per tutta la vita.
  • Una contrattazione separata per gli infermieri con fondi dedicati solo a noi. 

 

Chi pensa che tutto questo sia troppo, non ha capito il valore degli infermieri.
Non ha capito che rischio e responsabilità si pagano.
Non ha capito che portare a casa malattie, infezioni, batteri resistenti, paura e stress deve essere riconosciuto.
Non ha capito che perdere notti, feste, festività, tempo con i propri figli, compagni, genitori e amici deve essere retribuito.
Non ha capito che vivere ogni turno con il peso dell’errore, della denuncia, della responsabilità umana e professionale ha un prezzo altissimo.

 

Noi non siamo missionari. Siamo professionisti. Professionisti intellettuali.
Professionisti ricercati in tutto il mondo. E meritiamo una retribuzione seria, tutele serie, rispetto serio.
All’altezza dell’importanza della nostra professione.

 

Chi non ha capito questo non ha capito cosa significa essere infermiere oggi.

A giugno non scende in piazza una categoria. Scende in piazza una coscienza.
Scende in piazza una professione stanca di essere umiliata. Scendono in piazza gli infermieri.

 

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