


Quello che in Italia viene chiamato utopia, all’estero è già normalità. Eppure, non siamo meno preparati, meno responsabili o meno importanti dei colleghi degli altri Paesi. Anzi, spesso lavoriamo con carichi e responsabilità maggiori. La differenza? Nexsus infermieri connessi nasce per trasformare in realtà ciò che oggi sembra un miraggio: Contratto unico nazionale infermieri privati e pubblici, senza discriminazione: solido, chiaro, con base dignitosa e possibilità di miglioramenti da parte delle aziende virtuose. Una competizione al rialzo, mai più al ribasso. Stipendi in linea con la media OCSE: 2.600 € netti mensili (pubblici e privati). Non un privilegio, ma la norma nel mondo civilizzato. Contrattazione separata per gli infermieri (fuori dal comparto), con fondi dedicati a noi e non distribuiti “a pioggia” a chiunque nel comparto sanità. Eliminazione del vincolo di esclusività, o indennità adeguata come già avviene per i medici. A scelta del professionista e non del datore di lavoro. Riconoscimento di professione usurante con possibilità di pensione anticipata. Un diritto negato alla professione più difficile del mondo. Revisione completa delle indennità, oggi ridicole e scollegate dalla realtà del nostro lavoro. Mobilità libera, senza nullaosta che imprigionano le carriere e le vite. Cattedra di Scienze Infermieristiche: formazione universitaria che garantisca la crescita della professione. Valorizzazione economica dei titoli e delle specializzazioni. Benefit concreti: agevolazioni su utenze e trasporti, buoni pasto anche per chi non accede alla mensa, check-up gratuiti almeno ogni 4 anni. 72 giorni di riposo annui, come all’estero, per tutelare salute e lucidità professionale. Stop alla precettazione negli scioperi, che oggi cancella il nostro diritto alla protesta. Agevolazioni per gli studenti infermieri, perché il futuro della categoria va sostenuto. I sindacati attuali hanno avuto decenni per cambiare le cose. Il risultato? Stipendi tra i più bassi d’Europa, un contratto che ci schiaccia nel “comparto” e un silenzio assordante quando chiediamo dignità. Nexsus ribalta lo schema: Struttura a piramide inversa → decidono gli iscritti, non i dirigenti dopo aver parlato con la politica. Votazioni online per ogni scelta importante → la democrazia non a parole, ma nei fatti. Trasparenza totale → nessuna trattativa in segreto, nessuna firma alle spalle degli infermieri. La domanda non è “se” dobbiamo cambiare, ma quando. Ogni giorno che passa, perdiamo colleghi che scappano all’estero, studenti che rinunciano, pazienti che subiscono un sistema impoverito e pericoloso, migliaia di morti l'anno evitabili, per la carenza di infermieri. L’unione è l’unica arma che abbiamo.
Gli infermieri europei lavorano con stipendi adeguati, contratti equi, mobilità libera, benefit concreti e riconoscimento sociale. Noi invece siamo ancora fermi a un sistema che ci schiaccia, ci divide e ci costringe a elemosinare diritti fondamentali.
All’estero gli infermieri sono rappresentati da un unico sindacato dedicato esclusivamente agli infermieri. Qui, invece, siamo divisi tra una miriade di sigle che tutelano indistintamente tutte le professioni. Il risultato? Lo vediamo ogni mese in busta paga e nelle condizioni di lavoro: frammentazione che si traduce in debolezza.
Ora o mai più
E la risposta è adesso.
Se restiamo divisi, saremo sempre costretti ad accettare le briciole.Non aspettare che qualcuno lo faccia al posto tuo.
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Perché quello che all’estero è normalità, per noi deve diventare realtà.















