




Cari colleghi… Nasce per dare voce a una categoria che ogni giorno tiene in piedi la sanità italiana… ma che continua a essere ignorata. Dopo vari tentativi, varie petizioni cadute nel silenzio prima di arrivare alle 50.000 firme… oggi diciamo basta. L’obiettivo è chiaro: 50.000 firme per farci ascoltare davvero. Ma attenzione: questa non è una semplice petizione. Non vogliamo più le briciole. Vogliamo ciò che ci spetta. Questa petizione, numero 927, chiede una cosa sola: Vogliamo: Perché senza infermieri, non c’è sanità . Chi curerà la popolazione italiana, se nessuno ascolta chi la cura oggi? Questa petizione è la nostra voce. Basta ipocrisie. USCIAMO DA QUESTA MEDIOCRITA' CHE NON CI DEVE APPARTENERE, SIAMO PROFESSIONISTI INTELLETTUALI, DIMOSTRIAMOLO. Uniti siamo una tempesta. Non mollate. La vita non regala nulla. Le soluzioni si trovano. Gli Infermieri Connessi non si arrendono. Insieme, possiamo superare ogni ostacolo. Firma la petizione n. 927. Clicca qui per il link Nexsus – Infermieri Connessi.
questa è la madre di tutte le petizioni.
Un’idea nata da uno di noi: Nicola D’Attolico, infermiere, associato Nexsus – il sindacato esclusivo degli infermieri.
Nicola ha deciso di unire tutte le richieste, tutte le ferite, tutta la rabbia e la dignità di una categoria… in una sola, grande petizione nazionale.
Possono firmare tutti: colleghi, amici, familiari — basta lo SPID o la CIE.
È un atto di dignità .
È una dichiarazione d’indipendenza per gli infermieri italiani.
Non vogliamo più buoni pasto come premio di consolazione, piccoli incentivi, cambi di reparto come elemosina.
Perché siamo noi le colonne del Servizio Sanitario Nazionale.
Siamo noi quelli che reggono il sistema, notte e giorno, con il sudore, la responsabilità , la formazione, e spesso, il silenzio.
giustizia economica e morale per gli infermieri lavoratori e per gli studenti di Infermieristica.
1) L’uscita dal comparto sanità e un contratto esclusivo per gli infermieri.
2) Un aumento netto in busta paga, 1000 euro per restituire dignità a chi cura la vita.
3) La libertà di scegliere: indennità di esclusività o libera professione, come i medici.
4) Il riscatto agevolato della laurea.
5) Il riconoscimento del lavoro infermieristico come usurante, con diritto a pensione anticipata.
6) Buoni pasto per ogni turno di almeno 5 ore.
7) Mobilità libera e veloce.
8) Contrattazione unica pubblico-privato.
9) 72 giorni di riposo all’anno per recuperare il corpo e la mente.
10) Una medaglia al merito della Repubblica per chi, durante il Covid, ha dato tutto, nonche la vita.
11) E infine, il sostegno agli studenti, con esonero dalle tasse e un sussidio mensile.
E l’Italia sta crollando sotto il peso della carenza di personale, della stanchezza, del disincanto.
È il primo passo verso un solo sindacato, un’unica forza, un solo fronte: quello degli infermieri.
Nessuno verrà a salvarci.Â
Se non lo faremo noi, non lo farà nessuno.
Divisi, siamo l’ultima ruota del carro.
Non lasciatevi schiacciare dal peso del fallimento.
Rialziamoci. Sempre.
Ma noi siamo abituati a lottare, a curare, a resistere.
Le lacrime nelle guardiole non servono.
Serve coraggio.
Perché il coraggio non è non avere paura.
È scegliere di andare avanti, anche dopo cento cadute.
Cadono, sì. Ma si rialzano sempre.
E ogni volta, più forti di prima.
Insieme, possiamo cambiare la storia.
Firma per te, per i tuoi colleghi, per il futuro della nostra professione.
Perché l’Italia ha bisogno di noi.
E noi abbiamo bisogno di crederci ancora.
Uniti siamo una tempesta, iscriviti qui a Nexsus e diventa un infermiere connesso.





























