
E a pagare il prezzo più alto, ancora una volta, è l’infermiere. In diverse aziende sanitarie italiane sta accadendo qualcosa di gravissimo: Le stesse ore, però, vengono concesse al personale di supporto. Un paradosso inaccettabile. Gli infermieri sono professionisti laureati. Eppure continuiamo a essere: umiliati scavalcati messi all’ultimo posto Trattati come un costo e non come una risorsa strategica del Servizio Sanitario Nazionale. La normativa sul diritto allo studio è chiara. La distorsione è evidente: nessuna priorità basata sul profilo professionale (pur essendo professionisti intellettuali) nessuna tutela per chi ha maggiori responsabilità cliniche nessun riconoscimento del valore formativo dell’infermiere Il risultato è scandaloso: Tutto questo mentre lo stesso sistema sanitario: pretende competenze sempre più avanzate chiede specializzazione scarica sull’infermiere responsabilità crescenti Siamo davanti a un paradosso istituzionale. Quanto accaduto presso AST 1 Pesaro–Urbino, a seguito di un accordo interno con i sindacati, non è un caso isolato. Nexsus, associazione sindacale esclusiva per soli infermieri, sta raccogliendo segnalazioni da tutta Italia e ha già inviato PEC: alle aziende sanitarie coinvolte alla FNOPI alle forze politiche nazionali ed europee Questo è l’ennesimo esempio di ciò che accade quando: gli infermieri non hanno una contrattazione separata non esistono fondi dedicati manca una rappresentanza che li difenda davvero Servono: prese di posizione chiare azioni concrete tutela reale della professione infermieristica Il silenzio è diventato assordante. Siamo stanchi di: essere ultimi essere ignorati essere umiliati vedere altri comparti crescere mentre noi arretriamo Portare l’infermiere fuori da questo comparto Un contratto unico nazionale pubblico–privato (basta discriminazioni) Dignità, giustizia, riconoscimento economico e professionale La nostra promessa è scritta nero su bianco: Facciamo un appello a: tutti gli infermieri senza sindacato tutti quelli che sono stanchi tutti quelli che sono arrabbiati tutti quelli che non accettano più compromessi Entrate in Nexsus. Ora. Non servono eserciti. Quello che non fanno le grandi sigle con centinaia di migliaia di iscritti, È il momento di unirsi. Perché l’infermiere non è secondo a nessuno. Contatti iscrizioni Nexsus: 334 332 3420L’Italia sta toccando il fondo.
il diritto alle 150 ore di permesso studio viene negato agli infermieri, professionisti intellettuali responsabili dell’assistenza e della sicurezza dei pazienti, a causa di regolamenti interni e interpretazioni aziendali e sindacali discutibili.
Uno schiaffo alla dignità professionale.
Un’ingiustizia che Nexsus non è più disposto a tollerare.L’infermiere non è secondo a nessuno. Nemmeno al medico.
Con Master, Lauree Magistrali, corsi di perfezionamento.
Con responsabilità cliniche dirette, decisionali e legali.
150 ore: la legge è chiara. Le aziende no.
Ma molte aziende sanitarie, una volta raggiunta la soglia del 3% dei beneficiari, attivano accordi integrativi con i sindacati rappresentativi che stravolgono ogni logica.
infermieri costretti a rinunciare a Master, Lauree Magistrali e percorsi di alta formazione per “fare spazio” ad altri profili, anche quando i percorsi di studio non sono affini alla professione infermieristica.
Questa è l’Italia. E così non può continuare.
È il sintomo di un sistema che ha perso la bussola.Quando manca una vera rappresentanza, accade questo.
FNOPI e OPI non possono più restare in silenzio.
E noi non lo accettiamo più.Siamo stanchi. Arrabbiati. Determinati.
Nexsus nasce con obiettivi chiari e non negoziabili:
dateci i numeri e cambieremo questo sistema in 6 mesi.
Tolleranza zero verso chi calpesta l’infermiere.Il momento è adesso.
10.000 infermieri uniti possono cambiare tutto.
può farlo una comunità compatta, consapevole e determinata.
È il momento di far valere la nostra dignità professionale.
E non lo sarà mai.

















































