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Infermieri, il riscatto degli anni di studio è un diritto, non un debito!

2025-10-11 18:07

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Infermieri, il riscatto degli anni di studio è un diritto, non un debito!

Il riscatto è oneroso, anche per chi cura...

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Negli ultimi anni molti infermieri si sono chiesti se sia possibile riscattare gli anni di scuola infermieri per aumentare la propria anzianità contributiva e, quindi, avvicinare la pensione o migliorarne l’importo.
La risposta è sì, ma con alcune condizioni precise che dipendono soprattutto dal titolo di studio posseduto al momento dell’accesso alla scuola.

Il riscatto consiste nel riconoscimento, a fini previdenziali, di periodi non lavorati ma dedicati alla formazione. In pratica, consente di trasformare gli anni di studio in contributi utili per la pensione, a fronte del pagamento di un onere economico.

Le norme di riferimento per noi infermieri sono due:

  • Legge 1646/1962, art. 24: consente il riscatto solo di due anni se l’accesso alla scuola infermieri è avvenuto con diploma di scuola media inferiore. All’epoca, infatti, era sufficiente l’ammissione al terzo anno di scuola superiore per accedere alla scuola infermieri, anche senza diploma

  • Legge 274/1991, art. 8, comma 1, lett. b: permette il riscatto dell’intero triennio se l’accesso è avvenuto con diploma di scuola secondaria superiore. In questo caso, la scuola infermieri è equiparata a un corso di formazione professionale, valido per l’inserimento nel mondo del lavoro

Il riscatto è oneroso: l’importo da versare dipende da vari fattori, tra cui l’età, la retribuzione e il sistema di calcolo pensionistico (retributivo, misto o contributivo).

  • È possibile accedere al riscatto agevolato (introdotto con la “pace contributiva”) per chi ha anzianità contributiva solo dopo il 1996 e opta per il sistema interamente contributivo

  • Il riscatto può essere richiesto anche per accedere a formule di pensione anticipata, come l’“opzione donna” o la “quota 100” (ove ancora applicabili)

La richiesta va presentata all’INPS tramite il portale online, oppure con l’assistenza di un patronato. È necessario allegare:

  • il periodo esatto da riscattare (corrispondente agli anni di corso);

  • la documentazione che dimostri l’iscrizione e la frequenza;

  • il titolo di studio posseduto al momento dell’accesso alla scuola infermieri.

L’INPS verificherà i requisiti e comunicherà l’importo dovuto. Il costo varia in base a diversi fattori: età, retribuzione, anni da riscattare e regime previdenziale (pubblico o privato).

Oggi, in media, per un infermiere, il riscatto di tre anni può variare da 10.000 a 18.000 euro, con possibilità di rateizzare fino a 120 mesi senza interessi.
In alcuni casi, è possibile dedurre fiscalmente l’importo versato.

Inoltre, l’INPS nega spesso il riscatto del terzo anno se l’interessato non era in possesso del diploma di scuola superiore al momento dell’accesso alla scuola infermieri, anche se poi lo ha conseguito successivamente.

Il periodo riscattato:

  • aumenta l’anzianità contributiva, quindi può anticipare la pensione di anzianità o di vecchiaia;

  • incrementa la base pensionabile, migliorando l’importo dell’assegno;

  • viene considerato a tutti gli effetti come periodo di servizio utile anche per altri fini previdenziali.

Il riscatto, quindi, è una scelta vantaggiosa soprattutto per chi ha ancora anni di carriera davanti o per chi si trova vicino al raggiungimento del requisito contributivo minimo.

Consiglio pratico

Prima di procedere, è consigliabile:

  • verificare la propria posizione assicurativa INPS;

  • richiedere una simulazione di riscatto tramite patronato o consulente previdenziale;

  • confrontare costi e benefici, tenendo conto della tassazione e delle prospettive pensionistiche future.

E per chi ha conseguito la laurea in Infermieristica?

Per chi ha frequentato il corso di laurea in Infermieristica (o Scienze infermieristiche e ostetriche), il riscatto è sempre possibile e segue le regole generali del riscatto di laurea previste dall’INPS.

Dal punto di vista previdenziale, la laurea infermieristica è un titolo universitario riconosciuto e quindi interamente riscattabile, indipendentemente dal titolo di studio posseduto all’ingresso (diploma di maturità).

Il riscatto della laurea è disciplinato dall’articolo 2 del D.Lgs. 184/1997 e successive modifiche.
La norma stabilisce che possono essere riscattati gli anni corrispondenti alla durata legale del corso di studi universitario (nel caso degli infermieri: 3 anni per la laurea triennale, 5 per chi ha anche la magistrale).

Possono farne richiesta:

  • gli iscritti all’INPS (sia dipendenti pubblici che privati);

  • anche chi non ha ancora iniziato a lavorare (riscatto “inoccupati”).

Quanto costa

Dal 2019 è possibile chiedere il “riscatto agevolato della laurea”, introdotto con il D.L. 4/2019.

  • Si applica ai periodi successivi al 1996, cioè in regime contributivo puro;

  • Il costo è fisso e agevolato, calcolato su un’aliquota del 33% applicata al minimale imponibile INPS (6.123,15 € nel 2025).

    In pratica, riscattare i 3 anni di laurea in infermieristica costa circa 18.370 € complessivi, rateizzabili fino a 10 anni senza interessi.

Per chi sceglie il metodo ordinario (basato sulla retribuzione effettiva), il costo può essere più alto ma anche più vantaggioso in termini di pensione.

IL RISCATTO DEGLI ANNI DI STUDIO: L’ENNESIMA INGIUSTIZIA CONTRO GLI INFERMIERI

Parliamoci chiaro: pagare per riscattare gli anni della scuola o della laurea infermieristica è un insulto.
Un’ingiustizia che grida vendetta. Per tutto ciò che diamo, per quello che facciamo ogni giorno, tra turni massacranti, responsabilità enormi e stipendi che non riflettono il nostro valore, non dovremmo versare un solo euro per vederci riconosciuto il tempo speso a formarci come professionisti.

Eppure, oggi, lo Stato ci chiede oltre 6.000 euro l’anno per riscattare quel periodo.
Un prezzo folle, che sa di beffa.

Intanto, i professori del comparto scuola si sono mossi: hanno lanciato una petizione ufficiale sul sito della Camera dei Deputati, raccogliendo più di 120.000 firme tramite SPID o CIE.
Risultato? Il Parlamento ha preso subito in considerazione la proposta, discutendo uno sconto a 900 euro per anno da riscattare.
Da 6.123 euro a 900: la dimostrazione che quando una categoria si muove unita, il potere ascolta.

E noi?
Anche Nexsus ha deciso di agire.

Abbiamo lanciato la nostra raccolta firme, sulla scia dei professori, per chiedere lo stesso riconoscimento anche per gli infermieri.
La petizione sarà attiva fino a marzo, e ogni firma conterà come un colpo sul tavolo, per dire basta all’indifferenza verso chi manda avanti gli ospedali d’Italia.

COS’È NEXSUS?

Per chi ancora non lo sapesse, Nexsus è il nuovo sindacato esclusivo per soli infermieri.
Solo infermieri. Nessuna altra figura, neanche le ostetriche.
Un sindacato nato per difendere finalmente una categoria dimenticata e sfruttata, che oggi pretende il posto che le spetta: al centro del sistema sanitario, non ai margini.

Abbiamo già avviato altre petizioni per mostrare alla categoria dove andremo a colpire nei prossimi mesi:

  • con i nostri legali,

  • con PEC indirizzate alle autorità competenti,

  • e con azioni concrete, non chiacchiere da tavolo.

Perché le riunioni infinite, i tavoli tecnici, i temporeggiamenti e le promesse vuote non ci porteranno mai da nessuna parte.

UN NUOVO MODO DI FARE SINDACATO

Nexsus nasce per ribaltare il sistema:
nessun segretario eterno, nessun presidente padrone, ma una base che decide.
Saranno gli iscritti, attraverso proposte e votazioni democratiche, a stabilire la linea del sindacato.

È finita l’era dei sindacati di palazzo, delle stanze chiuse e dei compromessi.
Noi vogliamo un sindacato trasparente, partecipato, coraggioso.
Un sindacato che scrive, denuncia e agisce.
Perché verba volant, scripta valent — le parole volano, ma gli atti restano.

ORA TOCCA A NOI INFERMIERI, DECIDERE PER NOI

Abbiamo assistito per troppo tempo in silenzio.
Ora è il momento di alzare la testa e firmare.
Chi riscatta gli anni di scuola o di laurea infermieristica non deve essere punito, ma riconosciuto.
E solo unendo le nostre voci, come hanno fatto i professori, potremo costringere il Parlamento a fare lo stesso anche per noi.

Firma la petizione Nexsus.
Difendi il tuo diritto, la tua storia, la tua dignità.

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