

Cari Colleghi, Con profonda tristezza apprendiamo dell’ennesima morte evitabile: una giovane studentessa, in gita scolastica, ha perso la vita per soffocamento da cibo. Tragedie come questa potrebbero essere prevenute grazie alle competenze degli infermieri, professionisti capaci di intervenire tempestivamente e di formare la popolazione sulle tecniche di primo soccorso. Per questo abbiamo presentato una proposta al Governo e alle istituzioni, chiedendo di investire sugli infermieri, riconoscendone il valore non solo economico e professionale, ma anche il ruolo strategico nella formazione pratica dei cittadini — dai neo-genitori agli studenti. Affidare agli infermieri la diffusione delle manovre salvavita significa ridurre il numero di tragedie evitabili e promuovere una cultura della sicurezza condivisa, che protegga le vite e rafforzi il senso civico. Ecco il sunto della proposta che abbiamo elaborato: Spett.li Presidente della Repubblica Egregio Signor Presidente Sergio Mattarella Presidente del Consiglio dei Ministri Egregio Signor Presidente del Consiglio Giorgia Meloni Ministro della Salute Egregio Signor Ministro della Salute Orazio Schillaci Ministro dell’Istruzione e del Merito Egregio Signor Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara Ministro dell’Economia e delle Finanze Egregio Signor Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome Egregio Signor Presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga Oggetto: 80.000 soffocamenti all’anno. Richiesta di attenzione istituzionale: prevenzione dei soffocamenti e valorizzazione del personale infermieristico Gentili, Gli infermieri non sono soltanto i curatori e i pilastri del Servizio Sanitario Nazionale, al pari dei medici: rappresentano anche una risorsa strategica per la Nazione, sia in tempo di pace che in situazioni di emergenza, inclusi scenari di guerra. La loro formazione, professionalità e capacità di intervento immediato fanno la differenza tra la vita e la morte in situazioni critiche. Tuttavia, in Italia il ruolo degli infermieri non è ancora pienamente riconosciuto e valorizzato, spesso ridotto a celebrazioni simboliche che non si traducono in azioni concrete. È arrivato il momento di cambiare prospettiva: la nostra professione deve essere vista non solo come esecutiva, ma come protagonista attiva nella sicurezza e nella prevenzione per l’intera comunità . L’infermiere nelle scuole potrebbe svolgere un ruolo fondamentale nell’educazione alla salute: insegnare le manovre salvavita, il primo soccorso, la disostruzione delle vie aeree, e come comportarsi in caso di incidenti, soffocamento o infarto. Potrebbe promuovere l’educazione alimentare per prevenire numerose malattie — non solo il diabete — e, in base all’età degli studenti, affrontare anche argomenti come le malattie sessualmente trasmissibili. Non possiamo più considerare l’infermiere solo come l’esecutore di compiti tecnici, come la somministrazione dell’insulina. È una professione intellettuale, con competenze scientifiche ed educative. Se vogliamo evolverci, dobbiamo partire da un cambiamento culturale, cominciando dalla nostra mentalità . La proposta di Nexsus – Infermieri Connessi Corsi obbligatori nelle scuole primarie e secondarie, con moduli pratici di disostruzione delle vie aeree e rianimazione cardiopolmonare (RCP). Formazione gratuita per i neo-genitori, con dimostrazioni pratiche e materiali semplici per affrontare le emergenze domestiche. Cibi e giocattoli da evitare a seconda dell’età dei piccoli. Campagne informative nazionali e regionali, per diffondere cause, statistiche e conoscenze di primo soccorso a tutta la popolazione. I dati parlano chiaro: In Italia si stimano 80.000 episodi di soffocamento l’anno, con almeno un decesso a settimana. Il 27% delle morti accidentali nei bambini 0-4 anni è dovuto a soffocamento da cibo o oggetti estranei (ISTAT). In Europa, circa 500 bambini muoiono ogni anno per lo stesso motivo. Il 58% degli incidenti avviene sotto la supervisione di un adulto, dimostrando che senza formazione anche la presenza non basta. Perché gli infermieri? La nostra richiesta alle istituzioni Nexsus – Infermieri Connessi chiede quindi: L’avvio immediato di un tavolo istituzionale per l’inserimento dei corsi di primo soccorso e disostruzione nelle scuole e nei programmi di sostegno alla genitorialità . Il riconoscimento economico di questa figura e del ruolo strategico degli infermieri nella formazione e nella prevenzione a livello nazionale. Una società preparata è una società più sicura. È tempo di riconoscere agli infermieri il ruolo che meritano nella nostra Nazione e di trasformare le parole in azioni concrete attraverso l’impegno delle istituzioni. Con rispetto, Il Segretario Dott. Giuseppe Calia
Chiediamo che il Governo e le Regioni avviino un piano nazionale che metta al centro la competenza infermieristica per salvare vite e formare la popolazione, attraverso:
Gli infermieri sono i professionisti sanitari più diffusi sul territorio e, grazie alla loro esperienza clinica e alla capacità di educare, rappresentano la risorsa più idonea a portare queste competenze vitali nelle scuole, nelle famiglie e nella società civile.
Investire nella formazione pratica dei cittadini, affidandola alla professionalità infermieristica, significa ridurre tragedie evitabili e costruire una cultura della sicurezza condivisa. Imparare a salvare una vita deve diventare un diritto di tutti.
Nexsus – Infermieri Connessi










































