







Cari colleghi, L’Europa si prepara. Non è allarmismo: è prevenzione lucida, imparata a caro prezzo dal Covid. Non è fantascienza, è una circolare ufficiale del Ministero della Salute francese. Coincidenza? La Germania, intanto, ha stanziato 130 miliardi di euro per potenziare la sanità pubblica, rinnovare ospedali e assumere professionisti. Qui si continua con i soliti rattoppi. Finanziamenti ridicoli, precarietà, stipendi che non garantiscono dignità. Mentre altrove si investe sul futuro, noi lasciamo che il Servizio Sanitario Nazionale perda pezzi e professionisti ogni giorno. Noi siamo vitali in tempo di pace, ma lo saremmo ancor di più in tempo di guerra. Lo storico Alessandro Barbero lo ha ricordato: la nostra epoca ricorda terribilmente il 1914. Allora come oggi, le nazioni si riarmavano a ritmi folli, aumentando la spesa militare. Ma più si armavano, più alimentavano paura e tensioni. Così l’Europa precipitò nella Prima guerra mondiale. E noi? Il Covid, con una mortalità molto più bassa di tante altre minacce possibili, ci ha già messi in ginocchio. Niente personale, niente presidi, piani improvvisati. Immaginate cosa accadrebbe in uno scenario bellico senza infermieri. La verità è brutale: senza infermieri l’Italia non può entrare in guerra. Perché senza infermieri non c’è sanità.
La Francia ha fissato una data: marzo 2026. Entro allora, gli ospedali civili dovranno essere pronti ad accogliere 15.000 soldati feriti, con capacità di ricoverare 100 pazienti al giorno per due mesi consecutivi e picchi di 250 al giorno.
Il piano prevede formazione specifica del personale su ferite da combattimento ed esplosioni, coordinamento con Difesa, UE e NATO, e l’ammodernamento complessivo delle strutture sanitarie.
La ministra Catherine Vautrin lo ha detto chiaramente: “Prevenzione, per non ripetere gli errori del Covid”.E in Italia?
Senza infermieri non si va da nessuna parte
Eppure veniamo abbandonati con turni massacranti, stipendi indegni e condizioni di lavoro insostenibili.O ci uniamo, o ci ignorano
In altri Paesi gli infermieri sono una voce che influenza la politica. In Italia veniamo ancora trattati come numeri. È tempo di cambiare è tempo di unirci a un movimento nato dal basso e che vuole gli infermieri al centro del Sistema Italia, Nexsus infermieri connessi.
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E senza sanità non c’è futuro. Né in tempo di pace, né in tempo di guerra.

































