Comunicato Stampa e invio Pec del 29/01/2026Spett.bili
• Il Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni
• Il Ministro della Salute
Dott. Orazio Schillaci
• Il Presidente della Conferenza delle Regioni
e delle Province Autonome
Dott. Massimiliano Fedriga
Oggetto: Emergenza sicurezza e tutele nei servizi di psichiatria – richiesta di interventi urgenti
Gentilissimi,
la scrivente Nexsus – Associazione sindacale esclusiva per infermieri, di recente costituzione ma forte di esperienze pregresse maturate all’interno delle principali organizzazioni sindacali del settore, desidera portare alla Vostra attenzione una situazione che riteniamo ormai emergenziale e
non più rinviabile.I problemi che oggi gravano sugli infermieri operanti nei servizi di salute mentale e nei reparti di psichiatria sono il risultato di decenni di tagli, sottovalutazioni e disinteresse istituzionale, che il Governo ha ereditato.
Prima che si verifichino ulteriori tragedie, sentiamo il dovere morale e
professionale di intervenire pubblicamente. In troppe realtà italiane, gli infermieri della psichiatria vengono sistematicamente sminuiti e poco
considerati, nonostante svolgano un lavoro ad altissimo rischio clinico, relazionale e personale.
Quotidianamente si trovano a gestire situazioni di estrema complessità senza adeguate tutele, senza specifici riconoscimenti economici e senza un adeguato supporto organizzativo. In molte aziende sanitarie gli infermieri vengono contattati direttamente dai Pronto Soccorso per
interventi urgenti in ambito psichiatrico, assumendosi responsabilità rilevanti senza percepire alcuna indennità, neppure minima.
Esistono inoltre contesti – che riteniamo del tutto inaccettabili, in cui gli infermieri accompagnano da soli pazienti psichiatrici al domicilio, utilizzando mezzi e telefoni personali, in assenza di protocolli chiari e di qualunque tutela legale.
Queste sono, a nostro avviso, tragedie annunciate. Il 21 gennaio 2026, a Rieti, un paziente in attesa di REMS, ricoverato in un reparto di psichiatria
non idoneo, ha commesso un omicidio. La vittima, un uomo di 72 anni, si trovava nel reparto sbagliato, nel momento sbagliato.
È impossibile non ricordare quanto accaduto pochi anni prima a Pisa, dove una psichiatra venne uccisa sul luogo di lavoro. In diverse regioni italiane si sono inoltre verificate aggressioni gravi a danno di infermieri, tra cui il caso emblematico di un collega in Emilia-Romagna che ha riportato la frattura di un arto.Questi eventi non sono imprevedibili. Sono la conseguenza diretta di un sistema che costringe i reparti SPDC a trattenere persone socialmente pericolose, senza strutture dedicate, senza risorse adeguate e senza la possibilità di garantire sicurezza a pazienti e operatori.
La chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, pur fondata su principi condivisibili, è stata attuata senza un piano strutturale adeguato, scaricando sui servizi di salute mentale ordinari una gestione che non compete loro. Medici e infermieri sono stati lasciati senza strumenti idonei ad affrontare situazioni di estrema pericolosità e complessità.
Altri Paesi europei, come Germania e Regno Unito, hanno superato il modello degli OPG creando strutture dedicate per soggetti autori di reato con gravi patologie psichiatriche, capaci di garantire cura, dignità e sicurezza. In Italia, invece, mancano persino dati certi sul numero di persone in attesa di REMS e sulla presenza di soggetti socialmente pericolosi nei reparti ordinari.
A tutto ciò si aggiungono il sottofinanziamento cronico del Servizio Sanitario Nazionale, la fuga del personale sanitario verso l’estero e il crescente numero di cittadini che rinunciano alle cure.
Come Nexsus – Associazione sindacale degli infermieri, denunciamo con forza:
• la grave mancanza di tutele per gli infermieri della psichiatria;
• l’assenza di riconoscimenti economici e professionali adeguati;
• l’utilizzo improprio dei reparti SPDC per la gestione di soggetti socialmente pericolosi;
• l’esposizione quotidiana a rischi gravi e non accettabili per gli operatori.
Chiediamo interventi strutturali e immediati, una riforma seria della legge 81/2014, come già indicato dalla Corte Costituzionale, e investimenti concreti in sicurezza, personale e strutture dedicate. Non è più accettabile attendere la prossima vittima per riconoscere che siamo di fronte a una vera emergenza nazionale.
Certi della Vostra attenzione e in attesa di un riscontro, porgiamo distinti saluti.
Nexsus Associazione Sindacale esclusiva per infermieri
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