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Il silenzio non è consenso: gli infermieri in piazza accanto alle donne

2026-02-16 19:07

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Il silenzio non è consenso: gli infermieri in piazza accanto alle donne

Ieri, in molte città italiane, piazze e strade si sono riempite di voci, cartelli e passi decisi. Tra le tante realtà presenti, anche l’associazione s

Ieri, in molte città italiane, piazze e strade si sono riempite di voci, cartelli e passi decisi. Tra le tante realtà presenti, anche l’associazione sindacale Nexsus — organizzazione dedicata esclusivamente agli infermieri — ha scelto di scendere in piazza al fianco delle donne e delle associazioni impegnate nella difesa dei diritti e nella lotta contro ogni forma di violenza.

Come associazione, siamo convinti che l’infermiere debba iniziare a essere parte attiva di questa società: uscire dalla guardiola per entrare nelle istituzioni. Dobbiamo portare la nostra voce nei Comuni, nelle Regioni, in Parlamento e in Senato. Abbiamo portato, a nome di tutta la categoria, un messaggio semplice e potente: il silenzio non è consenso.

 

La nostra non è stata solo una partecipazione simbolica, ma la volontà di un’intera professione di assumersi una responsabilità sociale che va ben oltre l’assistenza. Ogni giorno, noi operatori sanitari entriamo in contatto con storie di fragilità, sofferenza e violenza spesso sommersa. Siamo testimoni oculari di realtà drammatiche e, proprio per questo, abbiamo il dovere etico di non restare in silenzio.

Le manifestazioni di ieri hanno unito generazioni diverse: uomini, donne, lavoratori e studenti. In ogni piazza il filo conduttore è stato lo stesso: la necessità di scardinare una cultura che ancora oggi giustifica, minimizza o ignora l’abuso. Le piazze hanno chiesto ascolto, rispetto e una rete concreta di protezione.

 

Per Nexsus, la partecipazione nasce dalla certezza che la salute non sia solo cura del corpo, ma tutela della dignità e della libertà della persona. La violenza di genere è un’emergenza sanitaria, sociale e culturale. Le sue conseguenze fisiche e psicologiche segnano profondamente le vittime, le famiglie e l’intera comunità. Gli infermieri, grazie al loro ruolo di prossimità e al rapporto di fiducia che instaurano con il paziente, sono una risorsa fondamentale per la prevenzione e l’accoglienza.

“Non possiamo limitarci a curare le ferite e assistere alle conseguenze,” hanno sottolineato i rappresentanti dell’associazione, “dobbiamo contribuire a costruire una società in cui nessuno debba più aver paura di parlare. Un percorso, non un episodio Il cambiamento nasce dalla partecipazione: ogni voce conta e ogni presenza rafforza il messaggio. La lotta contro la violenza richiede impegno quotidiano, politiche concrete, formazione costante e un sostegno reale ai centri antiviolenza.

L’auspicio è che giornate come questa non restino episodi isolati, ma segnino l'inizio di un percorso. Che le parole gridate nelle piazze si trasformino in leggi efficaci e servizi accessibili. Nexsus continuerà a stare dalla parte del rispetto, della libertà e dell’uguaglianza.

Perché il silenzio non è consenso. E insieme, cambiare è possibile.

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