



Il Governo italiano si allinea agli standard europei sulla formazione delle professioni sanitarie, in particolare degli infermieri. Un passo avanti, senza dubbio. Ma a questa modernizzazione delle competenze non corrisponde alcun adeguamento economico e delle condizioni di lavoro, delle tutele e degli stipendi. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo di recepimento della Direttiva UE 2024/782, aggiornando i requisiti minimi di formazione per infermieri, odontoiatri e farmacisti. competenze cliniche avanzate, leadership e capacità decisionali, collaborazione interprofessionale, competenze digitali, presa in carico globale del paziente, responsabilizzazione di pazienti e caregiver. In altre parole, più autonomia, più responsabilità, più esposizione al rischio. Ma tutto questo avviene senza alcun reale riconoscimento economico. In tutta Europa nessun infermiere lavora nelle stesse condizioni di stress, carenza cronica di personale e sovraccarico di responsabilità che esistono in Italia, sia nel pubblico che nel privato. In tutta Europa nessun infermiere si assume rischi giuridici e patrimoniali paragonabili a quelli italiani, spesso senza adeguata copertura assicurativa, senza supporto legale, senza una reale protezione istituzionale. E mentre la formazione diventa “europea”, gli stipendi restano drammaticamente italiani: circa 1.600/1800 euro netti al mese, in media, per chi gestisce vite umane, farmaci, decisioni critiche, emergenze. Proprio pochi giorni fa un collega ci ha scritto raccontando un fatto gravissimo. Un infermiere, impiegato in una RSA, è stato chiamato a risarcire economicamente la propria azienda a seguito di un decesso di molti anni prima. L’azienda ha anticipato due terzi della cifra, mentre un terzo dovrà essere coperto dalle assicurazioni dei professionisti in turno durante il decesso. Chi non è assicurato? Pagherà di tasca propria. Questo significa che oggi un infermiere può: lavorare in condizioni di carenza strutturale, senza adeguati strumenti, con carichi assistenziali insostenibili, e ritrovarsi personalmente responsabile economicamente per eventi spesso legati all’organizzazione del lavoro. Tutto questo per 1.600–1.800 euro al mese? In breve, cosa dice il decreto che modifica il D.lgs. 206/2007 aggiornando i profili formativi: Art. 38: rafforza conoscenze scientifiche, etiche, cliniche, decisionali e di leadership per l’infermiere responsabile dell’assistenza generale. Viene richiesto di saper formare altri operatori, lavorare in team complessi, gestire tecnologie, guidare processi decisionali. Si parla di autonomia, responsabilità, competenza avanzata. Mai una parola su: stipendi, indennità di rischio, obbligo di copertura assicurativa a carico dei datori di lavoro, responsabilità organizzativa delle aziende. Si alzano gli standard formativi, ma si lasciano gli infermieri esposti, soli, ricattabili. Nexsus, neonata associazione sindacale esclusiva per infermieri, denuncia con forza questa ipocrisia istituzionale. Non è accettabile: pretendere competenze europee, mantenendo salari da fame, condizioni di lavoro indegne, e una responsabilità professionale sproporzionata e spesso scaricata sui singoli Se la formazione è europea, anche gli stipendi devono esserlo. Se le responsabilità aumentano, devono aumentare le tutele e le indennità. Se lo Stato chiede di più agli infermieri, lo Stato deve garantire di più. Chiediamo con urgenza: Adeguamento salariale agli standard europei Copertura assicurativa obbligatoria a carico delle aziende Chiarezza sulle responsabilità organizzative Riduzione dei carichi assistenziali Rispetto reale della professione infermieristica Gli infermieri non sono eroi, non sono martiri, non sono bancomat da cui prelevare responsabilità senza limiti. Sono professionisti.
E allora la domanda è una sola: quando arriveranno stipendi e tutele in linea con l’Europa?
Per gli infermieri viene richiesto molto di più:
E poi ci si chiede perché gli infermieri scappano all’estero, perché cambiano professione, perché i giovani non sono attratti da questo lavoro. Questa è ipocrisia istituzionale.
E come tali pretendono e meritano la giusta retribuzione, rispetto, tutele e dignità. Iscriviti ora a Nexus: siamo pronti a iniziare una protesta senza limiti, ma servono i numeri per essere ascoltati e credibili. Servono almeno 10.000/20000 infermieri associati. 3343323420





































